Coronavirus | Riflettiamo con Antonella*

*la rubrica di Antonella Ricca rappresenta i soli pensieri di Antonella e non necessariamente del team bon’t worry INGO o della missione dell’associazione stessa. La rubrica si rappresenta come piattaforma per riflettere senza pregiudizi.

La rubrica sul blog della bon’t worry INGO contro la violenza di genere

Cose dire, anzitutto, in questa  situazione di ” emergenza –  virus” che ci costringe in casa?

Che non siamo obbligati a convivere con chi ci aggredisce e che il dover restare  chiusi in casa non deve diventare, per noi, un pericolo come –  e più –  del virus.
La legge ci tutela sempre : non ci obbliga a convivere con chi ci maltratta nemmeno in questo periodo di emergenza . Chiediamo aiuto.

La bon’t worry INGO interviene…

La bon’t worry interverrá sempre: così come le Forze dell’Ordine.
Potrebbe, anzi, essere proprio questo il  momento che ci rivela tenuta e qualitá della  nostra relazione.
Il dover restare chiusi in casa  ci permetterá di riflettere e di osservare  il comportamento di chi abbiamo accanto.
Come riconoscere i segnali di una relazione distruttiva? Non basta accorgersi che la persona che ami “ti avvelena” la vita, bisogna anche saper  reagire e riconoscere che, il più delle volte, siamo state noi a permetterlo,  compromettendo anche la serenitá della vita dei  nostri figli. E reagire.
Purtroppo, l’amore tende a “vedere amore” anche dove non c’è.
Il primo atto d’amore facciamolo amandoci. Cioè, riconoscendo che non ci meritiamo chi non ci ama.
Esistono segnali ben precisi che dimostrano come  –  chi dice di amarci – in realtá ci stia condizionando negativamente e pesantemente la vita.

Costretti a casa

Il coronavirus che ci ha costretti in casa,  ci costringa anche a  riflettere sulla nostra situazione:  su chi abbiamo ( e su chi  vogliamo)  accanto a noi !
Escluderò  subito chi vi picchia perchè, in caso  di violenza fisica, non c’è spazio per riflettere: dovete subito  e solo chiamare in vostro aiuto le Forze dell’Ordine e denunciare la violenza.
Per il resto, in una situazione di lunga costrizione, senza che nessuno possa  uscire di casa, un pò di nervosismo è normale: lo stare a casa (se obbligati a farlo)  è necessario,  “al tempo del virus”, ma non è ” bello” come alcuni vogliono farci credere… Però , se il nostro partner “se la prende  sempre con noi “, ha sbalzi di umore, scoppi di ira ingiustificati e, se, anzichè darci solidarietá, aiuto e conforto, ci peggiora la situazione, allora chiediamoci se abbiamo veramente bisogno di lui nella nostra vita…
Se vi sentite controllate e giudicate in ogni vostra azione, se venite criticate anche quando svolgete  le incombenze più banali, allora fate attenzione: sono  campanelli d’allarme che avvertono come la vita con quella persona potrá portarvi solo altri problemi.
Se vi sentite soffocare, se scattano litigi  per un nonnulla,  se dovete rendere conto di ogni sciocchezza,  allora il vostro partner non è solo “nervoso”:  è la persona che sta minando ” il vostro”, sistema nervoso.

Il virus non ferma la violenza

E la vostra vita.
E la vita, purtroppo, è giá abbastanza difficile senza appesanirvela anche con le  persone negative
“I giorni del coronavirus ” devono servire a capire se avete accanto la persona giusta, o se  è,  invece, una persona  che  riceve le vostre attenzioni come se gli fossero dovute  e senza mai un “grazie”:
senza  ricambiarle;  anzi, sminuendo ciò che fate.
Se il vostro compagno  sta rendendovi ansiose ed insicure, allora,  sta minando il vostro equilibrio,  la vostra autostima,  la vostra serenitá.  Sta peggiorandovi le cose in un momento giá difficile.
Attenzione anche se  è geloso e vi crea “il vuoto intorno”.
Attenzione se  chi vi chiede sempre (e  “a brutto muso”)   con chi eravate al telefono e  cosa vi siete detti!
Attenzione a chi  critica le vostre amicizie.
Non  permettete  a nessuno di allontanarvi dagli amici: soprattutto nei momenti difficili,  si ha bisogno di averli vicini, di sentirli, di socializzare con loro come si può . Di avere “una spalla!”
Se  il vostro partner  spia le  vostre telefonate o controlla sul vostro cellulare  le chiamare ed i “messaggini,” sappiate che questo non è  un interessamento amoroso, ma  una pericolosa dimostrazione di possessivitá
Questa epidemia ha di buono (ammesso e non concesso ci sia del buono in una tragedia mondiale)  il fatto del  portarvi a capire meglio la persona che avete intorno.
Potete contarci?
Più in generale, osservate  “chi c’è”  in questo momento: considerate “chi ” vi è vicino e “come” vi sta vicino.
Chi oggi si ricorda di voi e vi chiede come state ,vi vuole bene e continuerá ad essere nella vostra vita.
Chi non ha sentito il bisogno di farsi vivo con voi (malgrado questo terribile momento di pandemia) allora, forse può  continuare a restare lontano da voi.
Potete continuare a mantenere “il metro” di distanza “anche dopo.
E anche più di un metro: senza rimpianti. Ovviamente, anche voi non dovrete far mancare la premura, ” la telefonata del come stai” la vicinanza affettiva alle persone cui tenete. E che tengono a voi.
A chi è solo e spaventato,  a chi ha bisogno di un aiuto morale o economico! E’ il momento di “pesare i  contatti “e di sapere quanto contiamo gli uni per gli altri .
Tornando a noi:  che fare, se  la vicinanza nella stessa casa diventa pericolosa? Chiedete subito un intervento esterno  di aiuto.
Se siete a rischio, se non vi fidate di chi vive con voi, allora stabilite in anticipo  (con persone di fiducia)  una vostra  frase che potrá metterli in allarme in modo che chiedano aiuto per voi
In Spagna, nelle farmacie,  c’è una frase che, se pronunciata da una donna significa”: sto subendo maltrattamenti, aiuto!”
Cautelatevi:  se pronuncerete, ad  esempio la frase : “non so cosa cucinare oggi”  chi la ascolta dovrá  giá sapere  che siete in pericolo e  dovrá subito chiamare le Forze dell’Ordine.
O chiamatele  voi per telefono, cercando, però, prima, un luogo sicuro per farlo ( e dal quale uscirete solo quando arriveranno  i soccorsi).
Non vergognatevi mai,  di chiedere aiuto!
Se la situazione dovesse farsi drammatica, possibilmente non chiudetevi in una stanza, ma uscite di casa suonando tutti i campanelli  ed i citofoni dei vicini per allarmarli informando sul pericolo che state correndo.
Scappate!
Uscire di casa, chiedendo aiuto (e  portando con voi le persone fragili e a rischio) SI DEVE E SI PUÒ  sempre: anche in “emerergenza coronavirus”
Antonella Ricca

Ho collaborato per anni a riviste femminili italiane e francesi (vedi Marie France) con i quotidiani ( Il Tempo di Roma) col magazine del Corriere della seraIl Mondiale negli anni ’80); con Friendly ed Ulisse 2000. Per Bella, ho scritto novelle e romanzi a puntate (non melensi). Ho ideato sceneggiature per  i fotoromanzi Lancio. Mi sono occupata anche di Relazioni Istituzionali (“Ufficio Stampa” ISAE) Vivo tra Roma e Nizza. Dal 2015 sono Presidente dei Soci Onorari della bon’t worry INGO ed insieme a loro lotto contro la violenza di genere.

antonella ricca bon't worry

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La bon’t worry INGO
La bon’t worry INGO è un’associazione fondata nel 2015 per lottare contro la violenza di genere. Sosteniamo le vittime di violenza con assistenza legale e psichiatrica. Per maggiori informazioni visitare la nostra pagina “Chi Siamo” e seguiteci sui social media: Facebook, Instagram, YouTube, LinkedIn, Twitter.
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2020-04-13T13:48:58+00:00