Se e’ Lei la Cattiva | Riflettiamo con Antonella*

*la rubrica di Antonella Ricca rappresenta i soli pensieri di Antonella e non necessariamente del team bon’t worry INGO o della missione dell’associazione stessa. La rubrica si rappresenta come piattaforma per riflettere senza pregiudizi.

La rubrica sul blog della bon’t worry INGO contro la violenza di genere

Stavolta parliamo di una realtá meno frequente di quelle che normalmente vengono trattate in questo nostro blog di  incontri.

La bon’t worry INGO interviene…

E’ meno frequente anche nella vita della “bon’t worry “, ma è, comunque, una realtá molto  concreta. Anzi, è un fenomeno che risulta in crescita. Stavolta l’argomento non è “l’uomo violento verso la donna”, stavolta noi parleremo di donne che aggrediscono  il compagno (o l’ex compagno,  o il presunto tale). Insomma, di “donne contro gli uomini!” Sì trattà di una realtà semisommersa.

Violenza verso l’uomo

Se, infatti, è giá difficile che una donna denunci l’uomo che la brutalizza, quando è l’uomo ad essere sopraffatto e perseguitato da una donna, spesso si vergogna e non la denuncia  quasi che il denunciarla corrisponda ad  un segno di debolezza, di incapacitá, di poca determinazione, “Ma come? Ti fai sopraffare? Non sei capace di tenere  a bada una donna?”
In realtá, come ci  insegna il mondo animale, tenere a freno una leonessa è molto più difficile che fronteggiare un leone.
In particolare donne (depresse o non del tutto equilibrate) che sono state  stata abbandonate, affiorano talvolta sentimenti distruttivi di rivalsa, di  rabbia verso l’uomo:  spesso, l’ ex partner.
Atteggiamenti vendicativi  e persecutori che non  vanno sottovalutati esattamente come  non si deve sottovalutare la violenza maschile verso la donna. Nessuna forma di violenza va considerata con leggerezza. Mai.
Queste “persecuzioni al femminile” sono in crescita e si distinguono dalla violenza maschile verso la donna perchè, almeno inizialmente, non sono caratterizzate da una  violenza fisica  subitanea o da  minacce (come, invece, i persecutori maschi nei confronti delle compagne) si delineano,invece, in un crescendo  pietistico che, inizialmente, può non allarmare il destinatario di queste “attenzioni”: la donna tende  semplicemente a far sentire in colpa l’uomo che l’ha lasciata.
Nella maggior parte dei casi, infatti,  le donne che perseguitano un uomo sono state abbandonate  da lui ,o, comunque, lo “stalkeraggio”  avviene dopo una lite, o una  rottura sentimentale o di una amicizia.
Se esistono eventuali figli in comune, spesso la donna cerca di spezzare i  rapporti dei bambini con il padre : di vendicarsi del partner calunniandolo.  Anche in questo caso, si tratta di una violenza  “al femminile”, vendetta psicologica non meno pesante di una aggressione fisica. In un legame sentimentale  interrotto dall’uomo, non nascondiamoci l’eventualità di una donna che non si arrenda e  che cerchi ad ogni costo di mantenere il contatto (se non il rapporto)  con lui,  minacciando suicidi o facendosi viva con messaggi o telefonate.
Alcune alcune donne ( le più destabilizzate)  arrivano ad inventare stupri, ad  insultare e diffamare sui social l’uomo con il quale avevano una relazione, o pensavano di poterla avere. Esistono donne affette da disturbi di personalitá assolutamente convinte di avere un legame con chi, invece, non ha mai avuto la minima intenzione di corrisponderle, pur essendo casi eccezionali paragonato al numero di violenze verso le donne.
In alcuni casi si passa alle aggressioni dirette, ai pedinamenti alle minacce (anche alla nuova partner dell’uomo) .
Una  donna, non meno dell’uomo – sebbene più  raramente – può aggredire con estrema violenza: per gelosia, per rabbia e  desiderare  di distruggere un uomo. A volte, persino fisicamente con l’acido, per sottrargli  “il bell’aspetto”, quell’identità personale che è le stata negata negandole una  relazione sentimentale.
Queste svolte drammatiche  sono evitabili e gestibili soltanto rivolgendosi immediatamente  alle Forze dell’Ordine.
Il “fai da te” è pericoloso e  non serve! Una donna equilibrata è una che ” volta pagina” e  che non si “abbasserá” mai a perseguitare un uomo che  non la vuole! Se e’ presente l’incapacitá di accettare la fine di una storia, scatta la voglia di annientare.
In questo caso, come in tutt i casi di violenza (maschile o femminile) l’ obbligo è uno solo: quello di denunciare alle prime avvisaglie senza attendere eventuali sviluppi! La donna (come, del resto, l’uomo ) che si ribella al disinteresse di  un’ altra persona nei propri confronti, è un soggetto pericoloso che non va mai  sottovalutato.
Antonella Ricca

Ho collaborato per anni a riviste femminili italiane e francesi (vedi Marie France) con i quotidiani ( Il Tempo di Roma) col magazine del Corriere della seraIl Mondiale negli anni ’80); con Friendly ed Ulisse 2000. Per Bella, ho scritto novelle e romanzi a puntate (non melensi). Ho ideato sceneggiature per  i fotoromanzi Lancio. Mi sono occupata anche di Relazioni Istituzionali (“Ufficio Stampa” ISAE) Vivo tra Roma e Nizza. Dal 2015 sono Presidente dei Soci Onorari della bon’t worry INGO ed insieme a loro lotto contro la violenza di genere.

antonella ricca bon't worry

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2020-06-18T16:39:07+00:00