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Sostegno e lavoro 2018-09-24T13:11:11+00:00

In caso la vittima fosse straniera e non ci fosse nessuno in grado di colloquiare o comprendere, la bon’t worry si incarica di contattare una interprete. Qualora emergesse un concreto pericolo per l’incolumità come conseguenza della denuncia per violenza o per dichiarazioni rese durante il corso delle indagini, la vittima straniera può usufruire di un permesso di soggiorno ai sensi dell’art.5 comma 6 D.LGS. 286/1998 rilasciato per motivi umanitari.

Al termine della procedura, la bon’t worry aiuta le vittime a rientrare nel mondo del lavoro e ricominciare.

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