Uguali più Uguali | Riflettiamo con Antonella

Uguali più Uguali | Riflettiamo con Antonella*

La rubrica sul blog della bon’t worry INGO contro la violenza di genere

Chi ha dei figli lo sa: sono tutti amati dai genitori, tutti preziosi, indispensabili, ma, in nome di questa “uguaglianza”, per la verità, bisogna ammettere che si: i figli si amano tutti nello stesso modo, però non sono sempre tutti uguali agli occhi dei genitori. Chi non è figlio unico lo sa: spunta sempre l’ombra del figlio prediletto o della figlia preferita i “cocchi” della mamma o del papà. Non sono vere discriminazioni, ma frequenti debolezze spesso non confessate, quasi inavvertite, ma che ai figli sono evidenti e causa di contestazioni e disaccordi tra fratelli. Anche quando avranno i capelli bianchi, si rinfacceranno, “…di quella volta che…”

Mia suocera adorava il suo primogenito, identico al nonno (ovvero, al suo amato papà) ed ha trascorso la vita tenendoselo stretto, considerando un tradimento che il figlio preferito potesse avere una sua vita sentimentale. Sperava, invece, che il secondogenito, dal carattere meno gradevole, (anche perché ferito dalla madre non imparziale) trovasse presto una ragazza e la sua strada. Alle madri spetta la pesante responsabilità di non discriminare, di non evidenziare eventuali preferenze. Basta poco per far scattare una “identificazione “con un figlio a danno degli altri: bastano occhi “…di quel particolare colore “, o che un figlio evidenzi le stesse attitudini di un genitore per il disegno o la musica. Attenzione poi a non pretendere dalle femmine un “asservimento” che in casa, ai maschi, non viene richiesto: contributi del tipo: “apparecchia, sparecchia, aiutami…” non vanno chiesti solo alle figlie, “in quanto femmine,” ma anche ai maschi!

La libertà della donna inizia in casa, da piccole, con l’uguaglianza: il tenere in ordine la propria stanza “va preteso” anche del maschio: stessi diritti e stessi doveri da subito, perché la donna non è una schiava (di nessuno).

Antonella Ricca

antonella ricca bon't worryHo collaborato per anni a riviste femminili italiane e francesi (vedi Marie France) con i quotidiani ( Il Tempo di Roma) col magazine del Corriere della seraIl Mondiale negli anni ’80); con Friendly ed Ulisse 2000. Per Bella, ho scritto novelle e romanzi a puntate (non melensi). Ho ideato sceneggiature per  i fotoromanzi Lancio. Mi sono occupata anche di Relazioni Istituzionali (“Ufficio Stampa” ISAE) Vivo tra Roma e Nizza. Dal 2015 sono Presidente dei Soci Onorari della bon’t worry INGO ed insieme a loro lotto contro la violenza di genere.

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*la rubrica di Antonella Ricca rappresenta i soli pensieri di Antonella e non necessariamente del team bon’t worry INGO o della missione dell’associazione stessa. La rubrica si rappresenta come piattaforma per riflettere senza pregiudizi.
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2019-11-18T08:20:32+00:00